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Giorgio Rosolino |
Nata povera, la cucina napoletana deve tutto al gusto e alla fantasia del suo popolo. Di qui la gamma di varianti, che da sempre accompagna anche i piatti più consacrati.
Esistono – come per qualunque classico – diversi livelli di interpretazione. Ognuno con le sue ragioni, che danno in effetti luogo ad altrettante espressioni della nostra cucina: la familiare (che varia, poi, dai quartieri popolari a quelli della buona borghesia), quella delle trattorie tipiche e quella dei ristoranti di sicura tradizione.
Ognuna con il suo spazio, i suoi protagonisti, i suoi piatti. Non c’è e non può esserci coabitazione fra le varie “scuole”.
Per cui va ricondotta a questa filosofia, la decisione di Giorgio Rosolino di affiancare alla storica Cantinella, la Piazzetta, il ristorante-pizzeria in grado di proporre l’altra faccia della nostra cucina, quella più antica e popolare, a cominciare dalla pizza.
E’ nato così un locale che fin dalla sua architettura denuncia questa precisa scelta di campo.
Certo, un secondo ristorante a così breve distanza, sul lungomare di S.Lucia, richiedeva una diversa fisionomia, pur conservando in comune con la Cantinella i requisiti di fondo, che sono la migliore garanzia per i clienti: il timone nelle mani di Giorgio e del figlio Angelo John; l’eccellenza dei prodotti; e la sapienza delle due squadre ai fornelli.
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